Patrice Revillard
Nato nel 1992 ad Annecy, in Alta Savoia, Patrice Revillard cresce tra le montagne, i laghi e i pascoli delle Alpi francesi, un paesaggio che gli lascia in eredità un legame profondo con la natura. Si definisce più un ragazzo di campagna che un cittadino — gli amici scherzano su un suo “lato Heidi” — e appena può lasciare Parigi torna volentieri nella sua regione d’origine, nel giardino dei genitori.
Il suo percorso verso la profumeria passa prima dalla scienza: dopo una laurea triennale in biologia e due anni di università, circa dieci anni fa si trasferisce a Parigi per studiare all’École Supérieure du Parfum. Fin dall’inizio ha le idee chiare: pur nutrendo grande rispetto per tutte le professioni che ruotano attorno al profumiere — valutatori, marketing, tecnici — sceglie questa strada per esprimere la propria creatività e una visione personale del profumo. Matura così la convinzione, forse ottimista e idealista per sua stessa ammissione, di voler diventare profumiere indipendente: un’ambizione che i professori definivano utopica, ricordando agli studenti quanto pochi di loro sarebbero riusciti anche solo a diventare profumieri.
Revillard, però, non abbandona il sogno: nel 2017, ancora prima di laurearsi, fonda Maelstrom insieme a due amici, Marie Schnirer e Yohan Cervi. Tra le sue prime creazioni spicca L’Iris de Fath, nata dalla vittoria del concorso indetto dal marchio Jacques Fath per ricreare il mitico Iris Gris degli anni Quaranta. Un lavoro a cui Yohan Cervi contribuisce con la sua profonda conoscenza della storia della profumeria, e che riempie entrambi d’orgoglio: avere come opera d’esordio la rinascita di un profumo leggendario significa, per Revillard, contribuire alla conservazione del patrimonio stesso della profumeria.
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