Quentin Bisch
Quentin Bisch, nato a Strasburgo nel 1983, ha un percorso decisamente atipico: prima di dedicarsi ai profumi si è formato nella musica e nel teatro, dirigendo per sei anni una propria compagnia teatrale. I suoi ricordi olfattivi d’infanzia sono però vividi e decisivi: lo Shalimar della madre e soprattutto l’Opium della sua insegnante di francese che, a undici anni, accende in lui il sogno di diventare profumiere.
Privo della formazione scientifica tradizionalmente richiesta dalle scuole di settore, Bisch non si arrende e scrive direttamente ai profumieri che ammira. Jean Guichard, allora direttore della Scuola di Profumeria Givaudan, ne intuisce il potenziale e gli suggerisce di iniziare come assistente presso Robertet a Grasse, sotto la guida di Michel Almairac. Quell’apprendistato si rivela fondamentale: gli insegna le materie prime e gli accordi, aprendogli poi le porte del prestigioso programma Givaudan.
Il passato teatrale permea profondamente il suo modo di lavorare: Bisch paragona la creazione di un profumo alla regia di uno spettacolo, fatta di concetti forti, dettagli curati ed effetti a sorpresa. Il suo stile si riconosce per i contrasti audaci, gli accostamenti di note inaspettati e quella che lui stesso chiama “sensorialità avanzata” — una visione che lo ha reso uno dei nasi più richiesti della sua generazione, con oltre 140 fragranze all’attivo.
La sua consacrazione arriva con Bois Imperial di Essential Parfums, costruito attorno all’innovativa molecola Akigalawood, divenuta ormai una sua firma. Questa creazione legnosa dimostra la sua abilità nel fondere materiali sintetici d’avanguardia con le tecniche classiche della profumeria, ottenendo fragranze dalla scia e persistenza notevoli.
I riconoscimenti non sono mancati: il Prix du Phénix nel 2018 e nel 2023, il titolo di Profumiere dell’Anno 2019 assegnato da CosmétiqueMag e numerosi altri premi di settore. Al di là del successo commerciale, Bisch si dedica a fare da mentore alle nuove generazioni di profumieri e sostiene l’uso di ingredienti più etici e sostenibili. La sua visione di una profumeria libera da distinzioni di genere, capace di unire la ricerca artistica della nicchia con l’appeal del grande pubblico, continua a lasciare un segno nello sviluppo delle fragranze contemporanee.
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