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Dietro le quinte Le interviste di Studio Olfattivo

Il profumo è un regalo. Intervista a Mariella Simonelli, founder di Studio Olfattivo.

Intervista a Mariella Simonelli di Studio Olfattivo

Mariella Simonelli è la titolare di Studio Olfattivo, ma a lei piace definirsi “la persona che ti fa scoprire profumi che non avresti mai trovato da solo“.

Mariella Simonelli di Studio Olfattivo

I suoi numeri: 40 anni di amore per i profumi, 1 boutique di profumi di nicchia aperta oltre 10 anni fa, più di 60 brand selezionatissimi, piccoli rari, artigianali, scelti uno ad uno, di quelli che hanno in pochi, più qualche esclusiva per l’Italia, per un totale di oltre 800 referenze.

Persona garbata ed elegante, Mariella è anche un’esperta di profumi con tante storie da raccontare. Adesso, dopo tanti nasi, l’ho convinta a raccontarci qualcosa di più su di lei.

Buongiorno Mariella! Finalmente posso intervistare anche te! Cominciamo con una domanda semplice ma doverosa. Che profumo indossi oggi?

Ahaha, grazie! Allora, stamattina indosso Fashionably Late di Fine Scents. È una fragranza alla tuberosa che indosso spesso perché mi fa star bene. Adoro il suo contrasto tra l’opulenza della tuberosa, il suo fondo ambrato, e un legno di sandalo anche un po’ morbido.

Ci racconti come è cominciata la tua storia d’amore con i profumi? Ti ricordi il primo profumo di cui ti sei innamorata?

La mia passione per i profumi è nata tantissimo tempo fa. Avevo 13 anni quando conobbi Cabochard di Madame Grès e me ne innamorai follemente. Era un profumo di carattere, e se ci penso, mi fa sorridere un profumo così particolare, così ribelle su una ragazzina di 13 anni! La vera svolta, però, è arrivata nel 1998: durante un viaggio a Parigi, capitai nella boutique di Diptyque, al 34 del boulevard Saint Germain, ça va sans dire, e scoprii un mondo meraviglioso! Ricordo ancora il mio primo acquisto, Philosykos, che amo ancora molto.

Facciamo un salto in avanti: come hai capito di voler fare del profumo il tuo lavoro?

Mariella Simonelli di Studio Olfattivo

C’è una motivazione precisa, molto personale. È stato in seguito a una grave malattia, in un periodo in cui avevo bisogno di uno stimolo che mi facesse uscire di casa, di qualcosa che mi mi desse gioia, che mi facesse star bene. Decisi di inserire alcuni profumi nella mia farmacia, per poi rendermi conto di non riuscire a seguire bene né l’una né l’altra cosa; è stato allora che ho deciso di aprire Studio Olfattivo.

Che cosa hai imparato sui profumi in negozio che nessun corso ti avrebbe mai insegnato?

Tantissimo! Ho imparato che il profumo non è mai solo una formula tout court ma è una relazione che ha con la nostra pelle; che la stessa fragranza può cambiare da stagione a stagione persino da un momento all’altro; ho imparato ad ascoltare le persone, e ho imparato che dietro la scelta di un profumo c’è sempre un ricordo, un desiderio qualcosa di profondo, che va sempre rispettato.

Ci racconti il cliente che non dimenticherai mai?

Mariella Simonelli di Studio Olfattivo

Ricordo con tanto piacere una coppia di giovani sposi che decisero di scegliere da Studio Olfattivo la loro fragranza per il giorno del loro matrimonio. Non ricordo il profumo della sposa, ma mi colpì tantissimo il profumo scelto dallo sposo: Nacre Blanche di Antonio Alessandria, un profumo meraviglioso, un ode alla luna con questa tuberosa molto carnale che finisce con una base cuoiata. Un profumo di gran carattere e di grandissima eleganza che mi ha ricordato quando i profumi ci sappiano sempre sorprendere.

Adesso è il momento della confessione: c’è un profumo che hai in assortimento solo perché lo ami tu, anche se non vende molto?

Sì assolutamente sì ed è Rendez-vous di Sonia Sieff, una stupenda fragranza ultra-niche firmata da Antoine Lie che, oltre a Studio Olfattivo, abbiamo in pochi in Europa. Non vende tanto, ma conquista sempre i super appassionati con le sue note di rabarbaro e polvere da sparo, con il suo fondo scuro di legno di guaiaco.

Una curiosità: ti è mai capitato di sconsigliare un acquisto?

Sì mi è capitato; ma non di un profumo in quanto tale: io sconsiglio sempre l’acquisto quando ho la sensazione che nasca più dalla voglia di qualcosa di nuovo che dall’innamoramento per quel profumo. Di solito suggerisco di tornare il giorno dopo per fare un altro percorso olfattivo. Come lo so? Non vedo quella scintilla speciale negli occhi!

Quanto è importante la scia per capire la qualità di un profumo?

Molto poco. La scia ci dice solo per quanto tempo un profumo si diffonde nell’aria intorno a chi lo indossa, non dà la misura né della qualità della composizione né di quella delle materie prime. Anzi, queste durate chilometriche sono facili da ottenere con poche molecole potenti, spesso economiche: Ambroxan, Iso E Super, Cashmeran, Norlimbanol, Ambrocenide, che garantiscono diffusione e tenuta enormi anche in dosi minime.

E tu, cosa ne pensi?

Guarda, quando qualcuno entra da Studio Olfattivo e mi chiede profumi che durino 12 ore, io chiedo sempre: “Ma tu, per chi ti stai profumando?”. Perché per me il profumo è un regalo, ma non per tutti. È per chi ti sta vicino, per chi ti abbraccia. Non deve entrare nella stanza prima di te.

Non c’è niente di male a desiderare che il proprio profumo duri il più possibile, intendiamoci, e ci sono profumi che acquistano bellezza da una proiezione molto ampia. Ma non tutti hanno bisogno di una scia enorme, né questa può essere l’unico criterio di valutazione di un profumo: che ne è della bellezza delle materie? Dell’equilibrio della composizione? Sono cose che da sola, la scia non garantisce.

Tre profumi che consiglieresti a chi vuole conoscere la profumeria di nicchia, e perché proprio quelli.

Mariella Simonelli di Studio Olfattivo

Sicuramente consiglierei di iniziare dal mio brand del cuore che è Diptyque, con quel capolavoro di L’ombre Dans l’eau, un profumo che ha segnato un’epoca e ancora oggi racconta cosa significa osare con eleganza. Poi consiglierei Fundamental di Rubini, perché rappresenta una profumeria d’avanguardia, quella che non segue le mode ma le anticipa, e infine Les Nuits di Astier de Villatte, il profumo smarrito di George Sand, un frammento di letteratura trasformato in fragranza, reinterpretato da Dominique Ropion.

Sono tre profumi molto diversi, ma ognuno è una porta d’ingresso ad un modo di intendere la profumeria come espressione artistica.

Tu selezioni con grande cura i brand che porti da Studio Olfattivo. Che cosa ti fa decidere di sceglierne uno?

Sicuramente do grande importanza alla qualità delle materie prime e alla mano del profumiere, poi conta anche molto la coerenza del brand, la sua identità e la capacità di sorprendere.

Ultima domanda: il profumo di oggi che regaleresti alla Mariella di 30 anni fa.

Ah, dunque, le regalerei Nuit de Bakélite di Naomi Goodsir, un tuberosa verde, freschissima, quasi selvatica se ci pensi, con questo fondo cuoiato di gran carattere. E con questa fragranza direi alla Mariella di 30 anni fa di osare, di non aver paura dei propri sogni, di avere il coraggio di seguirli.

Grazie mille, Mariella!

Grazie a te!

Roberta Deiana

PS Da qualche tempo Mariella ha cominciato a raccontare i suoi profumi preferiti e i suoi tips sul profumo in video. Seguila su Instagram, TikTok!